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LU SCIJONE

L’economia ortonese si è sempre basata sul mare e la campagna, perciò il popolo si preoccupava moltissimo di allontanare le infauste conseguenze di uragani e fortunali con scongiuri e riti.

Lu scijone era il temporale improvviso con forte vento molto temuto dai marinai che lo identificavano con il demonio. Per esorcizzare il pericolo il cerimoniale a bordo prevedeva che lu parone gne lu curtelle di sande Llibborije (il padrone con il coltello di San Liborio) tracciasse dei segni in aria a fendere le nubi pronunciando uno scongiuro:

Dommene Ddijje e San Tumasse tenète lundène satanasse….. mo mannètel’ a nu fonne de mère andò nijende po fè mèle.(Domine Iddio e San Tommaso tenete lontano satana , adesso mandatelo in fondo al mare dove non può fare niente di male)

Dopo, il coltello veniva lanciato in aria: se raggiungeva (idealmente) il centro , lu scijone ze squajjeve ( il fortunale si sarebbe dissolto) altrimenti sarebbe tornato di li a poco

Li Scijjone, I Sifoni, sono demoni in sembianze di uomo o donna, venuti al mondo la notte di Natale e solo per esercitare malefici prendendo la forma di temporali improvvisi.